E' la parte piu' antica del paese, situata sulla sommita' del colle su cui sorge Cinigiano, ed e' anche la piu' caratteristica, con le sue piazzette, fontanelle e vie lastricate.
Il suo nome deriva appunto dalla sua posizione, alta sul resto dell'abitato. Esistono tuttora i resti di una antica rocca fortificata, costruita sul luogo dove la leggenda vuole che sorgesse un tempio romano dedicato al Dio Giano andato poi distrutto a causa di un incendio. Da questa leggenda (?) una delle ipotese sull'origine del nome di Cinigiano: Cinis Janui ovvero ceneri di Giano.
Lo stemma del cassero ritrae su fondo bianco-azzurro i resti di una rocca fortificata sorretta da radici.
E' la parte piu' recente del paese; prende il nome dalla presenza di un molino che nel corso degli anni cambio' piu' volte ubicazione. le ultime sedi delle quali si hanno notizie furono l'attuale abitazione di Fiabiani Giovanni e danubi Divo ove l'attivita' del molino fu interrotta a causa di una intossicazione da piombo presente nella farina che causo' diversi decessi fra i paesani del tempo.
Oggi il molino non esiste piu' perche' distrutto da una frana dopo la morte dei coniugi fiorentini, gli ultimi mugnai del paese.
La tradizione orale vuole che nel territorio del rione sorgesse anticamente un molino a vento con le classiche pale oladesi: di questo non esiste alcun riscontro ufficiale, anche se e' proprio l'immagine di un molino a vento su campo rosso-giallo a costituire lo stemma del rione.
E' la parte centrale del paese ed anche la piu' vivace per la presenza di molti negozi ed uffici pubblici. Prende il suo nome da una leggenda che narra di una vasca, o meglio di un piccolo "pelago" dovuto ad un ruscello che scorreva dove ora e' via Roma e nel quale vivevano pesci e cigni (che si ritrovano nello stemma del Comune).
Un fondo di verita' puo' essere collegato ai numerosi pozzi naturali che affiancano via Roma e alla presenza di una vasca, di notevoli dimensioni, nell'antico giardino della famiglia Bruchi e menzionata in un vecchio contratto notarile "in contrada Pescina".
Lo stemma del rione, i cui colori sono arancio, verde e nero, rappresenta una vasca di pietra sormontata da due pesci intrecciati.